Van Bommel: “Abbiamo analizzato bene l’Inter. Ormai il catenaccio italiano non esiste più”

L’allenatore del Psv ha parlato della partita di domani sera contro l’Inter —

Pubblicato alle ore 14:45 —

Alla vigilia della partita di Champions League contro l’Inter, il tecnico del Psv Eindhoven Marc Van Bommel è stato protagonista della consueta conferenza stampa. Ecco il confronto con i giornalisti presenti:

Da ex Milan sei motivato, cosa dici alla squadra?
“Bel periodo al Milan, mi è piaciuto giocarci e naturalmente l’Inter era il principale rivale cittadino e in Serie A. Ma questa è una partita diversa, è Champions League, noi siamo in Olanda e loro in Italia. Sono passati 7 anni, ma è sempre speciale giocare contro un avversario così”.

Cosa ricordi della finale 2010 quando eri nel Bayern?
“Era stata la mia seconda finale da giocatore e sfortunatamente abbiamo perso contro l’Inter. Avevamo fatto un ottimo cammino fino alla finale, che abbiamo perso”.

In campionato state facendo molto bene, pensi di poter continuare domani?
“Stiamo facendo bene, cerchiamo di fare sempre le stesse cose ma dipende dall’avversario. A Barcellona il risultato è stato esagerato perché fino a un certo punto abbiamo fatto bene”.

Lo stile di gioco cambierà domani? In che modo?
“Cambiamo poco tra una partita e l’altra perché c’è voluto molto tempo per insegnare ai miei giocatori il modo in cui voglio giocare”.

Dalla sconfitta contro il Feyenoord sono iniziate le vittorie. Qual è il prossimo passo avanti che dovete fare?
“Contro il Feyenoord abbiamo perso ai rigori, abbiamo proseguito il nostro cammino e poi abbiamo iniziato a vincere. La cosa difficile è trovare continuità indipendentemente dall’avversario”.

Se il Psv vuole fare qualcosa in Champions deve fare risultato domani.
“Ci sono 6 partite e se pensi di perdere stai a casa. Sapevamo che sarebbe stato difficile, devi essere convinto di poter fare risultato. Non è facile in Champions, lo dicono anche le statistiche. Ammettto che domani sarà decisiva”.

Conosci bene l’Inter? Cosa ti preoccupa di più?
“Ogni avversario ha punti forti e deboli, abbiamo analizzato l’Inter. L’importante è non aver paura, quello che pensiamo e l’analisi che abbiamo fatto non li dirò”.

In questo stadio è dura per tutti gli avversari soprattutto per il pubblico. Che effetto ti fa sentirlo cantare il tuo nome?
“Anche prima della partita contro l’Ajax l’ho detto, il pubblico è sempre molto fedele. Il rapporto-squadra-tifosi è molto forte, sin dal primo gol che ho segnato il legame è rimasto lo stesso”.

L’Inter ha molti stranieri ma la consideri un avversario tipicamente italiano?
“L’Inter come le altre grandi squadre italiane ti dà sempre il senso che stai giocando bene, poi succede qualcosa all’improvviso che cambia la partita. In Italia ci sono piccole differenze tra le squadre, i dettagli decidono. Questa è la differenza rispetto all’Olanda”.

Se è vero che una squadra gioca con il carattere del mister, come vedi Spalletti?
“Ogni allenatore prova a trasmettere il suo carattere alla squadra. Spalletti è un tecnico da 25 anni, Empoli, San Pietroburgo, due volte Roma. Non lo conosco benissimo e credo che ogni tanto cambi il modo di giocare”.

Quando pensi a una squadra italiana pensi sia un po’ chiusa, invece l’Inter crossa molto e ogni tanto subisce gol.
“Il catenaccio non c’è più, il calcio è aperto rispetto alla generazione di Gullit e Rijkaard. Questo fa bene al calcio italiano, oggi ne parliamo di più e questo significa molto”.

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