Spalletti: “La reazione per vincere è caratteristica di pochi. Inter a due punte? Ci si può arrivare”

L’allenatore nerazzurro ha parlato dopo la vittoria dei suoi uomini contro la SPAL —

Pubblicato alle ore 22:50 —

Arriva ai microfoni di Sky Sport il tecnico nerazzurro Luciano Spalletti per la prima disamina dell’incontro di questa sera, concluso con una nuova vittoria per l’Inter ai danni della Spal che la proietta al terzo posto in classifica:

Perché è importante questa vittoria?
“Quando vinci una partita di Champions il nemico è che poi tutto diventi normale. Bisognava fare delle scelte nelle quali quando cambi molto qualcuno può avere la sensazione di non giocare tra i titolari. Abbiamo messo quattro giocatori puliti andando per una via di mezzo, rischiando qualcosa specie con Vrsaljko visto che D’Ambrosio aveva un problemino. I giocatori l’hanno fatta bene, tenendo botta con forza; in qualche circostanza facciamo ristagnare la palla e non troviamo l’uomo libero, perdendo dei palloni dove loro hanno messo in pratica un forcing di alcuni minuti”.

Qual è il ruolo migliore per fare rendere Keita al massimo?
“E’ una sottopunta lasciato libero di interpretare il calcio come vuole. Ha una grandissima forza fisica e ha degli strappi di velocità, quando li fa deve recuperare. Quando strappa ti fa male, poi c’è la situazione devi sopperire perché te lo trovi fuori posizione, se no sarebbe un giocatore eccezionale. Avrei potuto usarlo nelle ultime partite, perché nelle qualità è un giocatore fortissimo; però ne ho diversi, quindi ho deciso di farlo recuperare. Ma quando è entrato ha fatto sempre bene, anche oggi ha fatto bene come nell’occasione del contropiede, ha strappato palla al difensore e lì potevi chiudere la partita. Sono quelle occasioni in cui ha forza e mantiene questa forza, non si imballa dopo dieci metri”.

Borja Valero dall’inizio serviva per pulire il possesso palla in mezzo?
“Dovevamo inizialmente montargli più addosso per evitare che i cinque dietro prendessero posizione tra terzino e punta esterna. Quando si ammucchiano e riesci a soffocarli, non hanno possibilità di andare a prendere quelle posizioni che creano difficoltà. A volte abbiamo fatto bene, a volte abbiamo dovuto abbassarci e quindi dovevamo andare noi larghi sui terzini visto che i loro terzini portano palla e per recuperarla bisognava stare molto stretti visto che loro hanno due punte e il centrocampista che si inserisce. Quando recuperi, per riavere il vantaggio tattico devi palleggiare bene. Finché ce l’ha fatta, Borja l’ha fatto molto bene; poi loro sono molto forti fisicamente, hanno 6-7 corridori e sulle palle inattive sono fortissimi. Hanno anche rischiato nell’uno-contro-uno a metà campo”.

La cosa migliore di questo periodo è la capacità di reagire?
“Sicuramente, perché quando abbiamo trovato le squadre che ci creano problemi nell’intensità abbiamo concesso qualcosa come stasera. Ma quando la gara è tornata in parità la reazione per i tre punti c’è stata, ed è una caratteristica che hanno in pochi e la mia squadra non aveva. Ed è importantissima”.

Potremmo vedere gradualmente un’Inter a due punte?
“Ci si può arrivare, ma quando c’è da abbassare la squadra di fronte ad avversari come la Spal deve entrare qualcuno tra i mediani. Anche Icardi oggi si è abbassato, anche se ha perso qualche pallone dove saremmo potuti uscire. Sta migliorando sotto questo aspetto, anche se deve fare qualcosa in più. Se ci ho parlato? Con lui ho passato tanti pomeriggi e fine mattinate insieme dove ci raccontiamo delle storie…”.

Sky Sport 

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