Nasce IN Inter Hospitality, Gandler: “Progetto crescerà del 10-15%. Restiamo al Meazza”

La conferenza stampa di presentazione del progetto del club nerazzurro —

Pubblicato alle ore 18:30 — “Rappresenta lo sviluppo del club”. L’Inter, nella splendida cornice di Villa Nicchi a Milano, lancia il nuovo progetto di Hospitality di San Siro, si chiama IN con richiamo alla parola Inter e fa riferimento anche al senso di appartenenza che si può trovare nei luoghi destinati all’accoglienza.

Il tratto rettangolare che incornicia il nome è l’esperienza che c’è una partita e l’intesa con momenti di svago. Nelle nostre sale gli ospiti godono di servizi di eccellenza e possono sentire emozioni e sensazioni proprie della storia nerazzurra. Tutto è studiato per i tifosi. Sono illustrati i momenti più belli e iconici della storia del club. A lavorare ogni anno agli allestimenti e a curare ogni dettaglio è un team di dieci persone“, ha spiegato Faulkner, Chief Communications Officer nerazzurro. 

Michael Gandler,Chief Revenue Officer, del club ha detto: “Siamo cresciuti molto negli ultimi anni, specialmente negli ultimi due anni. Il focus è creare un’esperienza eccellente, essere il top è l’obiettivo. Abbiamo creato questo nuovo team per un business integrato. Stiamo creando un business digital perché l’Inter deve essere linea con gli altri club internazionali. Abbiamo anche un sito dedicato al progetto che aiuta all’acquisizione degli abbonamenti e aiuta il cliente perché abbia il massimo dell’esperienza quando viene al Meazza. Hanno un abbonamento digitale. Abbiamo preso tante persone che lavorano anche con i clienti attraverso i customer. San Siro è San Siro e quando c’è stata la finale di Champions abbiamo migliorato i luoghi e adesso miglioreremo le esperienze. Si tratta di un progetto molto importante, forte in una città come Milano, che è un centro economico europeo. Speriamo di avere il successo che ci aspettiamo”. 

-Il business quanto vale ora e quanto si pensa possa fruttare?

-Che tipo di esperienze si svolgono negli spazi dedicati all’hospitality, in concreto?

L’esperienza comincia entrando nel sito con i dettagli per capire l’offerta, ci sono anche sky box privati, ci sono spazi più importanti. Dal punto di vista dell’esperienza inizia quando si arriva allo stadio e nei momenti di esperienza ci sono diverse attività, dalla musica al cibo, è un’esperienza totale, esperienze che abbiamo già iniziato a sperimentare. 

-Si tratta di una clientela di che tipo?

Ci sono due tipi di clienti per noi. I clienti privati che richiedono un’esperienza al top, più costosa, un parcheggio riservato, dei benefit particolari.  Ma ci sono anche società come clienti, per fare hospitality, per fare business, per far crescere le loro relazioni con altre società. 

-Quanto incide sugli abbonamenti?

La capacità è di 3mila persone, invece lo stadio è capiente per 78mila persone. Dobbiamo lavorare di più, servono più spazi. I posti sono più vicino alle tribune, alle principali entrate dello stadio, vogliamo migliorare e crescere perché al momento incide solo al 3.5% sulle presenze allo stadio. 

-L’accordo con Infront prevedeva una parte di minimo su sponsor commerciali, l’Inter farà in autonomia la ricerca di sponsor? 

Il contratto era hospitality e sponsorizzazioni e il contratto scade alla fine di questa stagione, quindi faremo in autonomia entrambi. Abbiamo creato una struttura che può gestire meglio dall’interno queste cose. Speriamo di poter fare qualche annuncio a breve in merito”.

-Si sta cercando un accordo per lo stadio, questi investimenti indicano che l’Inter ha intenzione di restare al Meazza?

Il nostro piano è sempre stato quello di rimanere a San Siro. E’ un lavoro duro, complicato ma vogliamo sistemarlo, è la scala del calcio. Non posso parlare di altri dettagli, ma è da anni che questo processo è iniziato. 

Fcinter1908.it

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