Materazzi: “Tournée estiva? Favorevole, il nostro Triplete è nato in USA. Mou e Benitez…”

Le parole di Marco Materazzi —

Pubblicato alle ore 9:45 — Nell’edizione odierna di Fuorigioco, inserto de La Gazzetta dello Sport, ci sono le riflessioni di Marco Materazzi in merito alla tournée estiva, giudicata in maniera positiva dall’ex Inter:

“Non posso che essere favorevole alle tournée intercontinentali, anche perché dopo un tour negli Stati Uniti ho vinto il Triplete con l’Inter! Quella del 2009 con Mourinho è stata la trasferta estiva più bella della mia carriera, con quartiere generale a Los Angeles dove si lavorava benissimo e viaggi lampo soltanto per le partite. Poi l’anno dopo Benitez l’aveva gestita molto meno bene… Vero che non sempre si può scegliere logistica o trasferimenti e che bisognava adeguarsi alle esigenze degli organizzatori ma comunque queste esperienze sono fondamentali non solo per i milioni che garantiscono”.

TATUS – “Ormai il calcio è globalizzato ed essere in quel giro significa aver raggiunto uno status internazionale importante. E’ molto peggio per chi certe amichevoli non è invitato a giocarle. Certo, quando in USA o Asia ti trovi di fronte a certe potenze ti rendi conto della differenza pure a livello di merchandising e di pubblico al seguito. Ma se vogliamo colmare questo gap dobbiamo confrontarci proprio con i migliori e puntare a crescere sotto ogni punto di vista”.

RITIRO – “Così però i tifosi italiani non vedono i giocatori? Credo che un appassionato preferisca vedere la propria squadra in TV contro Real o Manchester United piuttosto che dal vivo contro rappresentative locali. Certo, ora che le big non vanno nemmeno in ritiro e restano nei propri centri sportivi in cui i tifosi non possono seguire gli allenamenti è un peccato e bisognerebbe trovare un modo per coinvolgerli. Altra obiezione: tra voli, fusi orari, climi diversi e impegni con gli sponsor, questi viaggi non aiutano la continuità del lavoro sul campo. Se prima però ci si può allenare in Italia per 10-15 giorni e se un allenatore imposta un lavoro soprattutto tattico per raggiungere gli obiettivi e non fa esercizi a secco, ben venga la tournée che tra l’altro cancella la noia da ritiro. Se invece hai bisogno dell’altura e della palestra, allora è davvero meglio che resti a casa”.

Gazzetta dello Sport

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